A MODUGNO STRADE E PIAZZE INTITOLATE A TRE GIOVANI VITE SPEZZATE DIVENUTE SIMBOLI PER INTERE COMUNITÀ CHE LOTTANO CONTRO SFRUTTAMENTO E DEGRADO

Palmina Martinelli, Lorenzo Zaratta, Salvatore Pantaleo. La giunta Magrone con tre recenti provvedimenti ha deciso di dedicare alcuni luoghi pubblici del territorio comunale alle loro figure di vittime innocenti dei crimini dell’uomo. Per ricordarne il sacrificio e restituire così un minimo di dignità alle loro storie.

Tre delibere di giunta per intitolare piazze e strade del territorio comunale a tre giovanissime vittime dello sfruttamento e del degrado. Così l’amministrazione Magrone ha inteso affidare anche alla toponomastica modugnese il compito di custodire la memoria di tre vite diventate emblematiche della lotta condotta da intere comunità. Una lotta contro il degrado sociale nel caso di Palmina Martinelli e Salvatore Pantaleo, l’una arsa viva a 14 anni nel 1981 perché voleva sottrarsi a un giro di prostituzione minorile, l’altro ucciso a 25 anni nel 1988 da colpi di pistola sparati all’impazzata da sconosciuti. Una lotta contro il degrado ambientale nel caso del piccolo Lorenzo Zaratta, morto nel 2014 a soli 5 anni a Taranto per un carcinoma al cervello e diventato, suo malgrado, il simbolo della lotta all’Ilva e soprattutto della lotta all’inquinamento ambientale.

Alla piccola Palmina quindi sarà presto dedicata la piazzetta alberata antistante l’ex convento dei palminaCappuccini in via X marzo. A Lorenzo Zaratta saranno intitolati l’area giochi della villa comunale, che in qualche mese verrà opportunamente nuovamente attrezzata, e l’anfiteatro. A Salvatore Pantaleo la giunta comunale dedicherà una strada appena sarà completata la ricognizione in corso tra quelle ancora senza un nome.

La tragica vicenda di Palmina Martinelli – morì il 2 dicembre 1981, nel Policlinico di Bari, per le gravissime ustioni procuratele venti giorni prima – è diventata un simbolo per le vittime di violenza sessuale e di atti compiuti contro bambini e adolescenti. Poco prima della sua fine, in una testimonianza raccolta dall’allora procuratore Nicola Magrone (oggi sindaco di Modugno), Palmina fece addirittura i nomi dei suoi assassini ma non fu creduta tanto da essere ritenuta dai giudici “suicida”. La sua morte è un caso di brutale negazione di giustizia nelle aule di tribunale.

Per Lorenzo Zaratta, la giunta comunale “ritiene – è scritto nella delibera – che il piccolo Lorenzo Zaratta, il suo volto, la sua storia diventati appunto il simbolo della lotta all’inquinamento industriale, possano diventare l’emblema anche della città di Modugno e della lotta di questa comunità all’insediamento di nuove realtà industriali inquinanti insalubri e comunque nocive per l’ambiente circostante”, considerato che l’attuale amministrazione comunale “sin dal suo insediamento lotta tenacemente e strenuamente per precludere l’insediamento e/o l’ampliamento nella zona ASI di nuove realtà industriali che anche solo potenzialmente possano rilevarsi inquinanti, insalubri e comunque nocive per l’ambiente circostante e la salute dell’uomo”.

Il ricordo di Salvatore Pantaleo, ucciso a Modugno durante i festeggiamenti per una partita vinta dalla nazionale italiana per mano di balordi senza scrupoli rimasti sconosciuti, intende invece essere un monito per tutti a rispettare i limiti della sobrietà e della legalità in ogni occasione anche di festa.

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