BENI CULTURALI MODUGNO, EX TEATRO SANTA LUCIA

CON L’AMMINISTRAZIONE MAGRONE UNA MUTATA SENSIBILITÀ AL PATRIMONIO CULTURALE E ALL’IDENTITÀ CITTADINA’: lo dice il TAR Puglia, il quale dà così ragione al Sindaco di Modugno e respinge il ricorso che la società proprietaria del bene aveva fatto contro il vincolo posto dalla Soprintendenza. Resta quindi la tutela per ragioni di interesse culturale chiesta e ottenuta da Nicola Magrone per preservare l’ex teatro liberty di Modugno dal progetto di demolizione e costruzione di una palazzina di edilizia residenziale.

Con una sentenza emessa nelle scorse ore, la terza sezione del TAR Puglia ha riconosciuto la particolare importanza del valore storico-artistico dell’ex cinema-teatro Santa Lucia, situato nel centro storico di Modugno, e ha respinto il ricorso avanzato dalla società proprietaria dell’immobile per ottenere l’annullamento del vincolo posto sul bene dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia.

L’11 dicembre 2014 infatti era giunto dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Bari, Bat e Foggia, il riconoscimento dell’interesse culturale dell’ex cinema-teatro, e l’apposizione del conseguente vincolo di tutela sull’immobile, in accoglimento della richiesta fatta dal Sindaco Magrone per evitare la distruzione di una delle poche testimonianze storiche rimaste nella città di Modugno. Con il riconoscimento e il vincolo era arrivata anche la sospensione del cantiere aperto per realizzare, al posto dello storico immobile, un edificio per residenze e uffici in una delle vie più martoriate – a causa del traffico e degli allagamenti – del centro urbano modugnese. La proprietà del ‘Santa Lucia’ aveva quindi impugnato il decreto di vincolo contestando sia l’operato della Soprintendenza sia quello del Comune di Modugno. Ma il Tar ha rigettato il ricorso, facendo proprie le stesse ragioni invocate dall’amministrazione comunale nella relazione storico-artistica allegata alla richiesta del riconoscimento dell’interesse culturale: “Si individua nell’ex cinema-teatro – dice il TAR – un valore culturale di riferimento per l’intera comunità cittadina che si è consolidato nel torno di ottant’anni e si è, per così dire, storicizzato negli avvenimenti ritenuti significativi per la città. L’imposizione del vincolo trova fondamento nel pregio artistico e architettonico globalmente espresso dall’immobile e nel significato del luogo di cultura e di vita sociale consolidatosi nel tempo”.

Secondo quanto riportato nella relazione storico-artistica allegata al provvedimento di tutela della Soprintendenza, “lo stato di attuale degrado non ha compromesso gli elementi tipologici della sala cinematografica che per la città di Modugno ha rappresentato una significativa realtà architettonica urbana tanto da essere scelta negli anni ’40 del secolo scorso come soggetto di una cartolina postale e che tuttora è da considerarsi esempio di architettura civile della prima metà del XX secolo e memoria della vita sociale e culturale della città”.

Il teatro ha ospitato a partire dagli anni ’40 e per i successivi trent’anni le più importanti compagnie teatrali dell’epoca promuovendo così lo sviluppo della cultura. E così, nella saldatura tra il costume sociale identitario della comunità e il valore architettonico e artistico del bene (espresso da un sobrio stile liberty), il giudice amministrativo ha confermato l’esistenza di un importante interesse culturale per la città di Modugno ed ha aggiunto: “Il comune nel richiedere la verifica di interesse culturale dell’ex cinema teatro ha esercitato una funzione tipica nell’interesse pubblico, la cui prevalenza, rispetto all’interesse privato a disporne liberamente, è fuori discussione”.

In merito alla circostanza, evidenziata dalla società ricorrente, che il Comune nel 2014 ha avviato il procedimento per il riconoscimento dell’interesse culturale quando in precedenza lo stesso Comune si era espresso favorevolmente sulla possibilità di rilasciare il permesso di demolire e ricostruire l’ex cine-teatro, il Tar dice: “Ciò testimonia la mutata sensibilità politica – in coincidenza con il rinnovo degli organi rappresentativi del Comune – per gli aspetti culturali del patrimonio edilizio della città”.

Testimonianza architettonica di pregio e memoria culturale della città, il “Cinema Santa Lucia” fu edificato nel 1930 e inaugurato il 13 dicembre del 1931 per volontà del Cavalier Pietro Di Nanna. Si trova nell’area di espansione quattro-cinquecentesca detta “suburbio”, tra via Santa Lucia, via De Malderis, via Montenero e via S. Alfonso. Fu aperto al pubblico per più di un trentennio, in un’epoca che coincise con il “periodo d’oro del cinema”, con funzione anche di teatro. Durante gli anni della guerra e del dopoguerra, oltre alla proiezione di filmati di vario genere, vi furono allestiti spettacoli sul filone di “Polvere di stelle” a cura di compagnie teatrali di fama nazionale.

Il disegno della facciata del cinema-teatro, lungo via Santa Lucia, in sobrio stile liberty, riecheggia quello del Teatro Petruzzelli di Bari e, come documentato in una cartolina postale degli anni Quaranta, era dotata di particolari architettonici dei quali oggi resta ben poco. L’interno dell’edificio presenta tuttora le caratteristiche tipiche di una sala cinematografica, dalla sala adibita a platea con pavimento inclinato verso il palcoscenico alla galleria a balconata con ballatoi laterali.

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