Magrone: il 25 aprile ricorda il buio del secolo scorso e la Costituzione come antidoto

Il Sindaco di Modugno, nella ricorrenza della Liberazione, ne attualizza il significato, riaffermando i valori della Carta Costituzionale contro prepotenze e violenze.

25 aprile

Prendendo parte alle rituali celebrazioni del 25 aprile, il Sindaco di Modugno, Nicola Magrone, spiega cosa, realmente, si ricorda in questo giorno.

“È una manifestazione la cui importanza, negli ultimi anni, è andata un po’ affievolendosi, perdendo via via forza e valore di testimonianza. Per questo voglio dire due cose.

La prima è che noi nel ’45 ci siamo liberati sì ma ci siamo liberati da qualcosa, ci siamo liberati dal nazifascismo, dalla dittatura, dal totalitarismo, dalla prepotenza e dalla violenza, tutti disvalori che hanno reso difficilissimo il secolo scorso; questo è il dato storico e questo si ricorda il 25 aprile. L’altra cosa è che questa celebrazione ricorda al popolo italiano, che lo si voglia o no, di avere ancora una Costituzione, la quale è la sintesi di tutte queste storie, di tutto quello che è accaduto; nella Carta Costituzionale sono concentrati tutti quei valori nati dalla tragica esperienza delle dittature, delle aggressioni e delle guerre, per scongiurare il ripetersi di quella esperienza.26 aprile

Io come Sindaco ho giurato sulla Costituzione e quindi mi auguro che non se la mangino tutta, non la distruggano; ne lascino qualche segno tangibile perché altrimenti perderemmo un grande testo che nessuno ci darebbe più. Questa giornata, quindi, ricorda che quello che noi siamo oggi è tutto scritto lì, nella nostra Carta Costituzionale.”

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