MAGRONE: “IL PATTO DI STABILITA’ HA POSTO I COMUNI IN UNA SITUAZIONE ASSURDA. SI DEVONO RISPETTARE LE REGOLE MA TROVARE FORME PERCHÉ ITALIA ESCA DA PARADOSSO”

“Il patto di stabilità impedisce ai Comuni che il denaro ce l’hanno di utilizzarlo anche per le piccole cose, che sono poi pure le attività più importanti per gli artigiani e le piccole e piccolissime imprese. Ma è tollerabile una situazione di questo genere? Questo per me è un rovello, possibile che in Italia non si protesta più di fronte a queste assurdità?”.

Lo ha detto il sindaco di Modugno, Nicola Magrone, parlando agli artigiani di Confartigianato in un incontro organizzato in occasione della festa di San Giuseppe, patrono degli artigiani, e invitando amministrazioni, associazioni e cittadini ad essere “tutti più consapevoli di quali sono, i problemi sui quali dobbiamo essere convinti e uniti, a prescindere dalle posizioni politiche e ideali”. “Spesso i cittadini – ha aggiunto – non riescono a comprendere questo problema: allora, il Comune appare alla popolazione come l’ente che mette solo le tasse, vuole solo riscuotere e non ricambia dando al cittadino nella stessa proporzione di quello che riceve. Da queste piccole cose la questione si estende alle altre, ai piccoli e grandi lavori che si potrebbero intraprendere anche per dare lavoro a chi non ce l’ha”.

“Modugno – ha spiegato Magrone agli artigiani – non è un comune povero dal punto di vista delle casse dell’ente locale, non è che non possiamo fare nulla perché non abbiamo denaro. Siamo in una situazione pazzesca che richiede una presa di coscienza vera anche della popolazione. Vi faccio un esempio del tormento che stiamo vivendo, anche sulle cose banali. Io personalmente sono uno che apprezza molto i paesi e le città dotate di panchine, è una cosa che vedo come un gesto di civiltà e di attenzione: perché per strada ci sono le persone che possono correre, camminare per dieci chilometri, gli atleti, e ci sono anche i meno fortunati, gli anziani, i bambini. Il paradosso che voglio socializzare con voi è questo: noi, amministrazione di Modugno, per cambiare le panchine rotte, per sostituire i giochi nel verde per i bambini – altalene, scivoli, dondoli – i soldi ce li abbiamo, almeno per queste “piccole cose” ce li abbiamo, ma non possiamo spenderli. Se ho bisogno di far giocare i bambini in quel po’ di verde che ci rimane, è possibile che non dobbiamo sostituire altalene che potremmo sostituire perché abbiamo i soldi – almeno quelli – per pagarne di nuove?”.

 “Questa questione – ha continuato il sindaco di Modugno – tocca la responsabilità pesante dei governi che abbiamo avuto, e anche di questo, per come si presenta. Si presentano tutti, sempre, con questa idea fissa che in Italia non si deve fare più niente, non si deve più mettere in cantiere alcuna iniziativa. Non voglio però mostrarmi sfiduciato: vorrei solo che tutti insieme si potessero adottare forme nuove per uscire da questa situazione paradossale che, a mio parere, contribuisce a mantenere l’Italia nella crisi in cui è sprofondata”.

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