MODUGNO. SULLA ‘QUESTIONE URBANISTICA’ LA CONVERGENZA TRA REGIONE PUGLIA E AMMINISTRAZIONE MAGRONE, ESPRESSA CHIARAMENTE DALL’ASSESSORE REGIONALE BARBANENTE: ‘A Modugno oggi le norme vigenti sono quelle del 1995. Le norme introdotte nel 1999 non hanno efficacia perché contengono varianti al Piano Regolatore che non hanno concluso il loro iter con l’approvazione della Regione”.

Intervenendo a un convegno organizzato dal PD, l’assessore regionale all’Assetto del Territorio entra nel cuore del problema del piano regolatore comunale dando voce alle ragioni dell’amministrazione modugnese: “Le norme vigenti sono quelle del 1995. Le norme introdotte nel 1999 non hanno efficacia perché contengono varianti al Piano Regolatore che non si sono perfezionate con l’approvazione della Regione. Oggi, bisogna decidere se quelle norme del ‘99 devono completare il loro cammino oppure no, lo deve fare il Consiglio Comunale e lo deve fare in fretta”.

Il Sindaco Magrone: urgente la necessità di un sistema di norme certe. Quel che e’ stato costruito sinora non sarà toccato. Da oggi in poi occorre pero’ rimettere sui binari un treno deragliato. Purtroppo, invece, il Consiglio Comunale del 20 giugno, tramite dieci consiglieri di maggioranza e uno dell’Udc, contrariamente a quanto proposto dall’Amministrazione, ha scelto il pantano e non la rapidità”.

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Dal 1999 al 2014 nel territorio di Modugno si è costruito seguendo norme non valide perché non approvate – come era invece previsto dalle leggi – dalla Regione Puglia. Invitata – insieme al Sindaco di Modugno, Nicola Magrone, e al consigliere regionale Mario Loizzo – al convegno “L’urbanistica di qualità” organizzato dal PD, l’assessore regionale alla Pianificazione del Territorio, Angela Barbanente, ha esplicitamente concordato con la linea seguita dall’Amministrazione Comunale intorno al problema delle gravissime anomalie emerse negli ultimi due mesi nella gestione del territorio dal 1999 ad oggi: “A Modugno oggi vige lo strumento urbanistico approvato dalla Regione Puglia nel 1995. Punto. Voi potete presentare all’ufficio tecnico del comune tutti i permessi di costruire che volete, tutte le lottizzazioni che volete, e saranno esaminati sulla base dello strumento urbanistico del 1995″. “Ci sono due ipotesi: ipotesi a) il consiglio comunale si orienta per chiudere quella variante perché non piace, prende la variante, la straccia, la butta nel cestino, non piace, è una variante orribile, sono passati oltre 15 anni, si cambia, cambiano le persone, cambiano i contesti, cambia la città, si sono visti gli effetti, si revoca e si chiude. ipotesi b): si manda avanti la variante e si vede che cosa dice la Regione, come chiude il procedimento la Regione Puglia, come perfeziona quel procedimento. Nell’un caso e nell’altro il tempo è una variabile essenziale, bisogna essere molto rapidi”. “C’e’ tanto da fare per rendere Modugno una citta’ piu’ vivibile e cambiare pagina rispetto al frenetico, e troppo assorbente, tema della edilizia, e soprattutto sempre della solita edilizia, che poi e’ un ciclo che a un certo punto, signori miei, anche a Modugno, si dovra’ esaurire”.

“Nel Consiglio Comunale del 20 giugno scorso, che io ho richiesto proprio per discutere di come risolvere la questione urbanistica, dieci consiglieri di maggioranza e uno dell’Udc – ha detto il sindaco, Nicola Magrone – hanno scelto, col parere contrario dell’Amministrazione, di non seguire alcuna delle strade indicate dall’assessore Barbanente, benché fosse già chiaro, nella comunicazione ufficiale pervenutaci proprio dalla Regione il 26 maggio scorso, che le cose stessero esattamente come l’assessore regionale ha ribadito durante il convegno del PD. Nella seduta del 20 giugno del consiglio comunale gli undici consiglieri – con l’astensione delle opposizioni – hanno scelto di decidere per un rinvio di mesi, votando una sorta di commissione di tecnici che dovrebbe in 45 giorni dal suo insediamento (problemi di regolamenti esclusi) elaborare proposte tra le quali il consiglio comunale dovrebbe poi scegliere quella che sembrerà la migliore. Bocciata invece la proposta dell’amministrazione che già coglieva l’invito a fare presto, espresso dalla prof.Barbanente, proposta sostenuta da sei consiglieri di maggioranza, di inviare subito le norme contestate alla Regione Puglia, per concordare la soluzione con la Regione stessa, interlocutore sovraordinato del Comune sulla questione della pianificazione del territorio che già si era espresso per l’ illegittimità delle norme utilizzate a Modugno per 15 anni”.

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