Una nota del Movimento Democratico – POLEMICHE SISTEMATICAMENTE FALSE

Movimento

Per aver fatto saltare la seduta del Consiglio Comunale del 16 aprile scorso, che aveva all’ordine del giorno importanti argomenti di natura urbanistica, l’opposizione (Pdl-Pd in testa) cerca di ribaltare sulla maggioranza le proprie colpe alimentando polemiche basate su affermazioni palesemente false, com’è facilmente dimostrabile. D’altro canto, questa opposizione continua da mesi a cercare di suscitare polemiche agitando falsità puntualmente rivelatesi tali come è stato per esempio per la questione Ecofuel.

E dunque vediamo su quali falsità si basa questa polemica.

1)    Prima affermazione falsa: Il consiglio comunale non si è tenuto per le assenze dei consiglieri di maggioranza.

Il consiglio comunale si è aperto regolarmente, con la sussistenza del numero legale, come certificato dal primo appello. Erano assenti giustificati quattro consiglieri di maggioranza (Massimiliano Spizzico, Massimo Angiulli, Lorenzo Gianvecchio e Vito Libero); erano assenti giustificati due consiglieri di minoranza (Saverio Fragassi e Antonello Maurelli); era assente ingiustificato il consigliere Giancarlo Ragnini (che per gli atti compiuti e le posizioni assunte nei dieci mesi trascorsi dalle elezioni si è “dichiaratamente” schierato ormai con l’opposizione).

Constatata, dunque, l’assenza di sette consiglieri sui 25 complessivi, i consiglieri di minoranza presenti (Pdl-Pd-Udc-Movimento senza fili-Puglia prima di tutto-Movimento Schittulli) hanno calcolato che, se avessero lasciato l’aula, sarebbe saltata la seduta, impedendo così al Consiglio di approvare gli importanti Regolamenti edilizi che i gruppi di maggioranza, pur con le assenze, avevano ben la forza di approvare. E così, per questi motivi, proprio per impedire che la maggioranza approvasse i Regolamenti edilizi, i sette consiglieri di opposizione presenti hanno abbandonato i banchi, facendo venir meno il numero legale e, quindi, sciogliere la seduta.

2)    Seconda affermazione falsa: Il consiglio comunale era stato convocato d’urgenza.

Il consiglio comunale del 16 aprile è stato convocato l’11 aprile NON in forma urgente. I punti all’ordine del giorno erano stati regolarmente portati all’attenzione sia delle competenti commissioni sia della Conferenza dei capigruppo.

3)    Terza affermazione falsa: I Regolamenti non devono essere portati in Consiglio comunale ma approvati dalla giunta.

Secondo l’art.4 comma 1 dello Statuto comunale è previsto che sia il Consiglio comunale ad adottare i Regolamenti: quindi l’adozione spetta, ovviamente, al Consiglio comunale e non alla giunta.

Sia detto per inciso: è paradossale che Consiglieri comunali ai quali vengano sottoposti importanti provvedimenti rifiutino di esercitare la propria autorità in materia cercando, su questioni così rilevanti, non solo di scaricare le proprie responsabilità ma anche di porre impedimenti a chi è pronto ad assumersi l’onere di adottare controlli e regole (ricordiamolo, SU QUESTIONI URBANISTICHE,  a Modugno).

4)    Quarta affermazione falsa: quattro consiglieri si erano assentati perché avevano chiesto, con una lettera protocollata, chiarimenti al sindaco sui Regolamenti edilizi e non avevano ottenuto risposte.

I quattro consiglieri avevano chiesto NON al sindaco ma alla segretaria generale e alla presidente del Consiglio chiarimenti urgenti NON sui Regolamenti edilizi bensì sulla necessità di approvare tutti insieme i precedenti verbali delle sedute comunali. Il sindaco non doveva dunque alcuna risposta. I chiarimenti sarebbero stati forniti dalla presidente del Consiglio se la seduta si fosse tenuta regolarmente e se Pdl-Pd-Udc e movimenti contigui non avessero voluto impedire l’approvazione dei Regolamenti edilizi, facendo venir meno il numero legale dopo che la seduta si era regolarmente aperta.

Nel contesto di queste falsità sistematiche e di queste alterazioni deliberate dei fatti, ogni polemica con siffatti interlocutori diventa quanto meno inutile.

Questa vicenda prova che l’ urbanistica a Modugno è ancora per molti un settore che dovrebbe procedere senza regole e senza controlli, come è stato nei passati decenni, che hanno fatto la fortuna di pochi e noti. Lo dimostrano le falsità messe in campo per mascherare questa unica, triste, dura verità. E, soprattutto, lo dimostrano i comportamenti.

 

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